La campanella è appena suonata. Le lezioni devono incominciare.
Il professore è impegnato in segreteria.
I grandi della 3^ C fanno chiasso. Ognuno ha da dire la sua.
Il bidello prova a richiamarli al silenzio. Nisba!
Arriva Antonio. E' in anticipo sul suo orario.
"Prova a farli stare buoni" lo supplica il bidello.
Chi è Antonio? Se non ci fosse lui la scuola sarebbe già da tempo ridotta a nulla: è il capo e l'operaio manutentore al tempo stesso. Indispensabile. Ha 75 anni; ma è più giovane di tanti qui. Con due burbere sgridate riconduce i ragazzi a ragione; poi - è un buono - li intrattiene con una "lezione" di storia contemporanea.
Racconta loro quando era ragazzo e la luce non c'era per i contadini vicino al suo paese. Gli occhi sgranati ascoltano rapiti di Antonio giovane elettricista, che fa gli impianti e..."Non era mica come adesso! Voi siete nati in un tempo d'oro. Era passata la Guerra e c'era la fame. Tanti anziani, che avevano allora la mia età di adesso, usavano ancora le lampade ad acetilene o a petrolio. Che meraviglia per loro quando con un semplice bottone si accendeva la luce! Più che adesso avere la Ferrari. E la luce solo in cucina; nelle camere ancora al buio. Gli impianti erano due lampadine e il filo elettrico una piattina fissata con dei chiodini al muro." I ragazzi ascoltano rapiti. Per loro è storia. Il professore attende sulla porta che il suo "collega" testimoni dal vivo cose mai viste dai ragazzi. Antonio è un mago: non solo li ha fatti tacere; li ha affascinati. Con un sorriso bonario si congeda da loro. Accarezza la testa di un ragazzo vicino alla porta. Il professore ringrazia.
Deve iniziare la lezione quotidiana adesso...