venerdì 27 aprile 2012

Che gusto c'è?!

Giornate di sole. Bel tempo. Primavera. 
I ragazzini e le ragazzine, come tutti i cuccioli di mammiferi, sono particolarmente vivaci.
E' la vita che esplode. Energia a mille.
In seconda c'è un bel ragazzo, F., che sente la Primavera - ma invero tutte le stagioni - in modo unico.
Le sue compagne di classe si ritrovano a giocare a pallavolo durante la ricreazione e lui si diverte a rubar loro la palla e farsi correre dietro. 
Scatti, rincorse, fughe degne di una grande calciatore, come gli piacerebbe diventare un giorno. 
Come rondini garrule e pigolanti lo rincorrono loro determinate e furiose. 
Lo raggiungono, lo incastrano, gli strappano la palla, mentre lui resiste divertendosi un sacco.
Oggi le ragazze sono lì, ferme nel piazzale, con la palla in mano; ma non giocano.
Il vecchio bidello le interpella: "Come mai oggi non giocate?"
"Eh, non c'è F...!"
F. sta'  giocando a pallone coi maschi.
"Che gusto c'è?" sembrano dire le ragazze...
" Grata est vis ista puellis" scriveva un poeta latino, Ovidio si dice.
Il vecchio bidello sorride, continua ad amare questi ragazzi e a ringraziare il buon Dio di averlo messo in questa scuola a compiere gli ultimi anni della vita.


martedì 17 aprile 2012

E' Primavera!

Fa ancora freddo, ma è già primavera. Oggi c'è il sole e la scuola si avvia a finire. Qualche mese, due, forse meno. I ragazzi di terza, chi li riconosce più? Le ragazze ormai sono signorine, nel loro fisico e nell'eleganza. I ragazzi sono buffi, coi primi baffi e la voce roca. Che differenza dai bambini di tre anni fa! Quegli occhi infantili, quelle richieste, quei sorrisi, quei crucci piccoli e grandi insieme hanno lasciato il posto a tristezze più sentite a gioie più esplosive. E i primi amori. Le ragazze si fermano sulla porta a guardare i ragazzi del Liceo; i maschi parlano ancora di calcio e di studio; scherzano timidi con le loro compagne che li snobbano: "sono ancora bambini; quelli del Liceo invece...!" Belle, con gli orecchini, pettinate, appena appena truccate non giocano più, non cantano più come prima. Si confidano, chiacchierano in segreto, appoggiate al termosifone, sgranocchiando la merenda. Quasi donne, tengono le distanze. Sorridono, guardano, commentano.
Che buffa la vita! Passa il tempo, cambiano le stagioni e noi ci andiamo dietro. L'infanzia, la fanciullezza e poi l'adolescenza, la gioventù. Tutto passa e tutto resta, più vero di prima. In fondo i ragazzi di terza sono gli stessi che arrivarono qui pochissimi anni fa bambini. 
Capisco perché noi, ora più che sessantenni, per i nostri genitori eravamo sempre bambini, i loro-nonloro bambini. Per sempre. 
Stupenda la vita! Come la Primavera e molto di più.