venerdì 4 ottobre 2013

La ricreazione dei piccioni

La ricreazione nel cortile della scuola ha un suo rito: prima i liceali, che chiacchierano, mangiano, ridono, si fanno a vicenda la corte e fumano; poi i ragazzi delle Medie, che giocano, corrono, mangiano, fanno i dispetti alle ragazzine o il broncio ai maschi.
Dopo il suono della campanella arrivano i piccioni e qualche passerotto: banchettano con le briciole cadute qua e là.
C'è posto per tutti e la Provvidenza non manca per nessuno.
Vedere come si abbuffano i ragazzini ed i piccioni... lo fanno allo stesso modo.
C'è chi ha portato la merenda da casa e chi l'acquista al bar. C'è chi rimane senza e mendica un pezzo di pizza o una patatina da un amico. C'è chi si vergogna e soffre la fame in silenzio.
C'è chi, come i piccioni, si serve senza chiedere: le molliche a terra sono un bene di tutti. Sono discreti i piccioni: aspettano che tutti se ne siano andati. I passerotti partecipano al banchetto con più irruenza.
Nessuno dice niente: c'è pane per tutti.

martedì 28 maggio 2013

C'è chi s'innamora...

Una giovane professoressa, tanto carina quanto brava, ha ricevuto una proposta di matrimonio. 
Ieri un ragazzo, 15 anni, si è alzato davanti a tutta la classe e le ha chiesto: 
- Prof, ma Lei è sposata?
- No.
- Ma se ha la fede al dito!
- Non è una fede, è un semplice anello.
- Me lo può dare per favore?
Ricevuto l'anello, lo ha messo nel palmo della mano e le ha detto: 
"Prof. vuole sposarmi?"
La Prof, intelligente e molto amata dai ragazzi, gli ha risposto: 
"Dovremo aspettare almeno fino ai tuoi 18 anni, altrimenti mi prendono per una pedofila".
La Prof. ha un incarico annuale ed è stato un tentativo di "costringerla" a restare a insegnare anche il prossimo anno: così ha dichiarato l'"innamorato".

mercoledì 5 dicembre 2012

Dialoghi mattutini

C...a: - Come mai non c'eri in questi giorni? Dove sei stato?
Bidello: - Sono stato a un Ritiro.
C...a: - Ti vuoi fare prete?
Bidello: - No. Non mi vogliono nei preti...
C...a: - Sei sposato?
Bidello: - No, non sono sposato
C...a: - Dai, tu sei troppo buono per fare il prete!
Bidello: Bubi è un prete, vero?
C...a: - Sì
Bidello: - E non è buono?
C...a: - Ah, già...!

martedì 8 maggio 2012

Un bagnino

In questa scuola, nata come Colonia per bambini scrofolotici, c'è una foto, che il vecchio bidello ama tantissimo e spesso si ferma a contemplare, quando è solo in silenzio e quando è circondato dalle grida e dagli squittii dei ragazzini.
In essa un bagnino locale, con la canottiera bianca, il berretto da marinaio, lo sguardo sereno ed una pipa in bocca sta, posa, con le mani in tasca, fra cinque ragazzetti sorridenti. Cinque maschi con i mutandoni bianchi, più adatti ad un adulto, che a loro. Chissà, dopo la Guerra... Uno solo ha un fisico strutturato; gli altri quattro hanno i segni tipici: spalle ricurve, costole in rilievo, volti magri, orecchie spampanate. Tutti felici e sorridenti.
Quest'uomo avrà sicuramente solcato i mari in gioventù e, chissà, avrà anche combattuto contro flotte nemiche; col volto cotto dalla salsedine e dal sole avrà conosciuto persone e luoghi lontani. Si vede. Dallo sguardo e dalla bonomia tipica di chi ne ha viste tante. Ed ora, sta lì, su una spiaggia povera e spoglia, col cielo e il mare alle spalle, un cielo ed un mare ordinari, comuni, noti a tutti.
Il vecchio bidello si identifica con lui: stessa spiaggia, stesso mare, stesse mura. Quanti bambini sono passati e passeranno... Il vecchio bagnino non c'è più, ben altri mari... I ragazzini chissà...nonni ormai anche loro o forse... Quella foto è stupenda. Come la vita. In questa scuola come in quella colonia. Quella pipa e le mani in tasca. Quei ragazzi sorridenti e vivaci. Questi ragazzi, che un giorno saranno babbi, mamme, chissà dove, chissà come. Il mare tace, non sa; non vede, non capisce e sta. Tenera è la vita.

venerdì 27 aprile 2012

Che gusto c'è?!

Giornate di sole. Bel tempo. Primavera. 
I ragazzini e le ragazzine, come tutti i cuccioli di mammiferi, sono particolarmente vivaci.
E' la vita che esplode. Energia a mille.
In seconda c'è un bel ragazzo, F., che sente la Primavera - ma invero tutte le stagioni - in modo unico.
Le sue compagne di classe si ritrovano a giocare a pallavolo durante la ricreazione e lui si diverte a rubar loro la palla e farsi correre dietro. 
Scatti, rincorse, fughe degne di una grande calciatore, come gli piacerebbe diventare un giorno. 
Come rondini garrule e pigolanti lo rincorrono loro determinate e furiose. 
Lo raggiungono, lo incastrano, gli strappano la palla, mentre lui resiste divertendosi un sacco.
Oggi le ragazze sono lì, ferme nel piazzale, con la palla in mano; ma non giocano.
Il vecchio bidello le interpella: "Come mai oggi non giocate?"
"Eh, non c'è F...!"
F. sta'  giocando a pallone coi maschi.
"Che gusto c'è?" sembrano dire le ragazze...
" Grata est vis ista puellis" scriveva un poeta latino, Ovidio si dice.
Il vecchio bidello sorride, continua ad amare questi ragazzi e a ringraziare il buon Dio di averlo messo in questa scuola a compiere gli ultimi anni della vita.


martedì 17 aprile 2012

E' Primavera!

Fa ancora freddo, ma è già primavera. Oggi c'è il sole e la scuola si avvia a finire. Qualche mese, due, forse meno. I ragazzi di terza, chi li riconosce più? Le ragazze ormai sono signorine, nel loro fisico e nell'eleganza. I ragazzi sono buffi, coi primi baffi e la voce roca. Che differenza dai bambini di tre anni fa! Quegli occhi infantili, quelle richieste, quei sorrisi, quei crucci piccoli e grandi insieme hanno lasciato il posto a tristezze più sentite a gioie più esplosive. E i primi amori. Le ragazze si fermano sulla porta a guardare i ragazzi del Liceo; i maschi parlano ancora di calcio e di studio; scherzano timidi con le loro compagne che li snobbano: "sono ancora bambini; quelli del Liceo invece...!" Belle, con gli orecchini, pettinate, appena appena truccate non giocano più, non cantano più come prima. Si confidano, chiacchierano in segreto, appoggiate al termosifone, sgranocchiando la merenda. Quasi donne, tengono le distanze. Sorridono, guardano, commentano.
Che buffa la vita! Passa il tempo, cambiano le stagioni e noi ci andiamo dietro. L'infanzia, la fanciullezza e poi l'adolescenza, la gioventù. Tutto passa e tutto resta, più vero di prima. In fondo i ragazzi di terza sono gli stessi che arrivarono qui pochissimi anni fa bambini. 
Capisco perché noi, ora più che sessantenni, per i nostri genitori eravamo sempre bambini, i loro-nonloro bambini. Per sempre. 
Stupenda la vita! Come la Primavera e molto di più.

martedì 24 gennaio 2012

Ore 8,10 Prima Media.
Due ragazzine aspettano sulla porta il prof che è in ritardo.
A. "Il Prof P. è sempre in ritardo"
B. "Eh, ma dai, viene da lontano!"
A. "Veniamo anche noi da lontano, ma dobbiamo essere puntuali...." 
"Però è meglio se il Prof. è in ritardo" aggiunge con uno sguardo birichino.