martedì 8 maggio 2012

Un bagnino

In questa scuola, nata come Colonia per bambini scrofolotici, c'è una foto, che il vecchio bidello ama tantissimo e spesso si ferma a contemplare, quando è solo in silenzio e quando è circondato dalle grida e dagli squittii dei ragazzini.
In essa un bagnino locale, con la canottiera bianca, il berretto da marinaio, lo sguardo sereno ed una pipa in bocca sta, posa, con le mani in tasca, fra cinque ragazzetti sorridenti. Cinque maschi con i mutandoni bianchi, più adatti ad un adulto, che a loro. Chissà, dopo la Guerra... Uno solo ha un fisico strutturato; gli altri quattro hanno i segni tipici: spalle ricurve, costole in rilievo, volti magri, orecchie spampanate. Tutti felici e sorridenti.
Quest'uomo avrà sicuramente solcato i mari in gioventù e, chissà, avrà anche combattuto contro flotte nemiche; col volto cotto dalla salsedine e dal sole avrà conosciuto persone e luoghi lontani. Si vede. Dallo sguardo e dalla bonomia tipica di chi ne ha viste tante. Ed ora, sta lì, su una spiaggia povera e spoglia, col cielo e il mare alle spalle, un cielo ed un mare ordinari, comuni, noti a tutti.
Il vecchio bidello si identifica con lui: stessa spiaggia, stesso mare, stesse mura. Quanti bambini sono passati e passeranno... Il vecchio bagnino non c'è più, ben altri mari... I ragazzini chissà...nonni ormai anche loro o forse... Quella foto è stupenda. Come la vita. In questa scuola come in quella colonia. Quella pipa e le mani in tasca. Quei ragazzi sorridenti e vivaci. Questi ragazzi, che un giorno saranno babbi, mamme, chissà dove, chissà come. Il mare tace, non sa; non vede, non capisce e sta. Tenera è la vita.

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