Una scuola senza allievi è come una nonna senza nipoti.
E' sola, un po' triste e teneramente in attesa che tornino.
Il mare ribolle di gente, la stagione estiva è in pieno svolgimento, mentre lei, la scuola, è un po' in disparte, sola, silenziosa, come abbandonata.
Le foglie sparse a terra dal vento di maestrale o di garbino, le mura cotte dal sole di luglio, le panchine vuote e le scale senza suono.
Qualche raro allievo "indebitato", per poco tempo ancora viene a lezione.
Solo la luna e lo sciaquìo della risacca le fanno compagnia, le brevi calde notti.
Serena attende; come tutte le nonne di sempre.
Non piange, una scuola non ha occhi: vede, tace, accoglie e spera, gode a vederli crescere.
A ognuno la sua stagione.
I più grandi se ne sono andati lontano, in altre città: diventeranno dottori o chissà cosa.
Alcuni li rivedrà, altri chissà quando.
I più piccoli arriveranno a settembre, nuovi, un po' spaesati.
Le maestre hanno lasciato il posto ai professori.
Non vede l'ora di conoscerli.
Solo i piccioni e le rondini la circondano di mille attenzioni e di splendidi voli: come sono teneri i rondinini, nati sotto il tetto, che torneranno fra un anno per nuovi rondinini.
La vita scorre, sempre viva.
Le scuole invecchiano, come le signore dai bianchi capelli e dagli occhi saggi, lieti e profondi come il mare.
Gli allievi, come succede ai nipoti, se ne accorgono da grandi.
Questa scuola sul mare innamorata dei suoi ragazzi...
Nessun commento:
Posta un commento